LIBRO DEL MESE | Questa è l’America di Francesco Costa

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copertina libro

Recensione di Miriam Falletti

Francesco Costa, giornalista esperto di politica statunitense, strizza l’occhio alla canzone del rapper Childish Gambino “This is America” per intitolare il suo primo libro. Un rimando chiaro nei temi e nei toni per mettere in luce anche le ombre del sogno americano.

Primo fra tutti la discriminazione sistemica della comunità afroamericana. Nonostante i movimenti Black Lives Matter abbiano esportato più sensibilità sulla questione anche in Europa, si parla ben poco di quanto la supremazia WASP (White Anglo-Saxon Protestant) sia stata radicata nella società americana del XIX secolo. Ecco che quindi Francesco Costa ci guida alla scoperta di alcune di queste implicazioni, a partire da quelle più inaspettate: l’urbanistica. Le bianche suburbs venivano infatti progettate in modo da renderne l’accesso più difficile alle famiglie nere, che erano (e purtroppo in media lo sono ancora) quelle più a basso reddito. Capitolo dopo capitolo emerge una terribile evidenza storica da tenere bene a mente: gli afroamericani di oggi sono le nuove generazioni che portano sulle loro spalle il fardello del ricordo della schiavitù, uno dei punti di frattura che ha letteralmente trascinato gli Stati Uniti in una guerra fratricida. La guerra di secessione. E forse potrebbe farvi sentire più coinvolti sapere che Garibaldi venne invitato a prendere parte alla guerra al fianco degli Unionisti mentre era in Sud America a fare l’eroe rivoluzionario. La fine di questa storia la sappiamo. Lincoln durante il suo celeberrimo discorso “sedici lustri e sette anni” a Gettysburg consacrò la Dichiarazione d’Indipendenza come vero atto fondativo degli Stati Uniti sancendone così la sacralità nelle parole “all men are created equal”. Ad oggi però il progetto dei padri fondatori rimane incompiuto, se fossero ancora tra noi forse commenterebbero: “work in progress, we’re not there yet”.

Francesco Costa non si ferma certo qui e indaga ulteriormente le premesse di questo conflitto. Il disaccordo tra gli stati Unionisti del Nord e gli stati Confederati del Sud, infatti, ruotava attorno ad un altro nodo fondamentale: quanta autonomia dovessero avere gli Stati dell’Unione. Questo punto si rivela decisivo per capire l’approccio dei cittadini americani verso le istituzioni. Ancora oggi il federalismo americano poggia su un delicato equilibrio tra autonomia statale e controllo federale che si traduce in una diffusa riluttanza a sottostare alla burocrazia di Washington. Le radici di questo fenomeno affondano nei principi fondanti di questo Paese: la libertà imprenditoriale, l’autosufficienza, il sacrificio individuale, l’indipendenza. Se gli europei si affidano spesso e volentieri ai sussidi statali, i cittadini statunitensi vogliono invece badare a sé stessi. Questa propensione al laissez faire spiega in parte anche lo scetticismo generale verso la controversa riforma sanitaria Obamacare.

In questa strenua rivendicazione delle proprie libertà personali possiamo forse anche trovare il germe di un’altra questione focale: le armi. Nel corso della narrazione quasi a ruota libera di Francesco Costa non poteva difatti mancare questo hot topic contro cui l’amministrazione Biden ha preso una netta posizione. Ma perché è così difficile imporre restrizioni sul possesso delle armi negli Stati uniti? A pensarci bene non è un caso se le prime immagini che ci vengono alla mente pensando alla cultura americana sono i cowboy, revolver alla mano. I primi americani hanno conquistato le terre del nuovo continente e la propria indipendenza autonomamente a colpi di pistole e fucili, molto prima che si formasse un governo centrale. Non ci dovrebbe stupire più di tanto allora che venga considerata come diritto sacrosanto la libertà di difendere la propria proprietà privata come meglio si crede, anche con la forza se necessario.

In queste poche righe abbiamo solo raschiato la superficie della complessità americana oggetto del lavoro di Francesco Costa. Ci sarebbero ancora l’incredibile storia di Cliven Bundy, i fatti sconcertanti di Waco, lo scandalo Watergate, come Trump è riuscito a vincere le elezioni grazie al gerrymandering e molto altro ancora. Vi ho incuriosito? Non vi resta che trovare da voi le risposte tra le pagine di “Questa è l’America”.

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