I giovani marocchini e la colonizzazione

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

Aïcha Haqabi, studentessa del Liceo Bérard, intervista alcuni ragazzi che vivono a Khouribga, città mineraria a 120 km a sud-est di Casablanca.

«Dopo la sosta a Casablanca i pullman torinesi continuano fino a Khouribga, che si trova a un centinaio di chilometri dalla sorella maggiore, verso l’interno del paese, nella piana della Chaouia-Ouardigha (Troin, 2002). La città è stata fondata negli anni Venti dall’autorità del Protettorato, come centro dell’attività dell’estrazione dei fosfati, e questo minerale – la principale esportazione del Marocco – ha segnato tutta la sua storia.» 1

IL PENSIERO DI HOUSSAM

20 anni, studente di economia

Cosa pensi della colonizzazione in Marocco?
È stato un passaggio fondamentale per la storia del Marocco, perché ha portato sviluppo culturale e economico. Se non ci fosse stata, il Marocco avrebbe potuto essere molto più arretrato.

Quali sono, secondo te, i vantaggi e gli svantaggi della colonizzazione?
A livello di vantaggi, il sistema scolastico è molto simile a quello francese, quindi si ha una buona base a scuola; inoltre la maggior parte delle infrastrutture è stata costruita dai francesi. Invece gli svantaggi sono a livello economico: le materie prime del Marocco sono state sfruttate, a Khouribga il fosfato è stato per lungo tempo dei francesi.

Oggi sì o no alla colonizzazione?
Secondo me oggi il Marocco ha tutte le carte in regole per essere uno stato indipendente e forte, la colonizzazione ha aiutato ad arrivare a questo punto ma ad oggi preferisco l’indipendenza.

«Ancora adesso la città è come divisa in due tra la città dell’ OCP 2 , dove si trovano gli uffici, l’ospedale, il circolo privato della proprietà mineraria e le case dei suoi dipendenti, e la città che le è come cresciuta intorno […].» 3

INTERVISTA A SANA

24 anni, studentessa di ingegneria

Cosa pensi della colonizzazione in Marocco?
Il Marocco era un paese povero e inconsapevole delle proprie ricchezze, se oggi siamo arrivati a questo punto è merito dei francesi.

Ti piacerebbe, oggi, essere ancora sotto i francesi?
Assolutamente sì, avrei sicuramente più possibilità di trovare lavoro! Scherzo, ma sì, mi piacerebbe vivere sotto un paese forte come la Francia. I francesi ci hanno portato istruzione e formazione. Mia madre ha studiato in una scuola francese per sole donne, mio padre legge solo Le Figaro e i miei nonni parlano praticamente solo in francese… Quindi perché no?

IL PUNTO DI VISTA DI MERIEM

17 anni, liceale

Cosa pensi della colonizzazione in Marocco?
Penso che come tutte le colonizzazioni ha portato vantaggi e svantaggi. All’epoca si aveva grande patriottismo e fiducia nel Re, tutti combattevano per l’indipendenza, non rendendosi conto dei vantaggi che portavano i francesi. Mia nonna mi racconta sempre di quanto fosse felice quando i francesi hanno costruito il primo ospedale di Oued Zem (città vicino a Khouribga, ndr), che, tra l’altro, è ancora oggi l’unico ospedale della città.

Ti piacerebbe, oggi, essere ancora sotto i francesi?
Non mi dispiacerebbe affatto se fossimo sotto il controllo francese. In Marocco c’è tanta corruzione e differenza tra chi ha tanto e ha poco. Conosco tanti ragazzi con lauree e master costretti a lavare piatti o a pulire pesce al porto, perché non trovano lavoro e devono sfamare la famiglia. A questo punto qual è la differenza tra chi studia e chi no? In Francia avremmo più possibilità…

«La compagnia mineraria ha costruito nel corso degli anni le abitazioni per i suoi ingegneri (un tempo francesi e pertanto nello stile della madre-patria) e per gli operai, e ha offerto alla città uno dei pochi ospedali del Marocco.» 4

LA COLONIZZAZIONE SECONDO KARIM

22 anni studente di medicina

Cosa pensi della colonizzazione in Marocco?
I francesi hanno migliorato la situazione in Marocco. Hanno costruito infrastrutture e portato istruzione. Fortunatamente, ancora oggi il francese è parte fondamentale del Marocco. Mi capita spesso a Casablanca di non avere risposta quando parlo in arabo e di averla quando parlo in francese… All’epoca si era più patrioti, oggi noi giovani siamo ossessionati dalla politica e cultura europee.

Ti piacerebbe, oggi, essere ancora sotto i francesi?
Non sarebbe affatto male, ma preferisco prendere d’esempio l’Europa e creare un modello simile qui in Marocco. Sia chiaro: non è che non vorrei i francesi in Marocco per questioni di patriottismo o indipendenza, ma perché non si può dipendere da un altro stato in eterno!

«Khouribga e Casablanca sono entrambe figlie del colonialismo, nate e cresciute dentro il Protettorato francese, durato dal 1912 al 1956. L’intero Marocco, in realtà, va compreso sullo sfondo di questa esperienza epocale e delle sue conseguenze.» 5

INTERVISTA A JAWAAD

28 anni, cuoco

Cosa pensi della colonizzazione in Marocco?
È stato un processo fondamentale per formare il Marocco. A Khouribga, adesso, la Francia non ha più importanza, perché sono tutti in Italia. Tre dei miei fratelli sono in Italia e molti miei amici sono a Torino.
Sono certo che la maggior parte dei marocchini preferirebbe stare sotto i francesi, anche perché non rimarrebbe nessuno in Marocco se ci fosse la possibilità di andare in Europa. Io non ci sono andato perché ho ceduto il mio posto al mio fratellino, lui ha una laurea, ha più opportunità di me in Europa.

Ti piacerebbe, oggi, essere ancora sotto i francesi?
Non saprei, mi piacerebbe, ma vorrei che l’Africa diventasse la nuova Europa.

«Khouribga è dunque sottoposta a diversi flussi migratori, con direzioni e intensità differenti, ma strettamente intrecciati: un’immigrazione verso la città, in connessione con le opportunità dell’economia contadina, in primo luogo dell’industria dei fosfati; il trasferimento delle famiglie degli emigrati, reso possibile dalle rimesse, attirate dalla migliore qualità della vita nella capitale provinciale; l’emigrazione verso l’Italia che, iniziata alla fine degli anni Settanta, continua senza sosta, nonostante le sempre maggiori limitazioni legali.» 6

1 Capello C., Le prigioni invisibili. Etnografia multisituata della migrazione marocchina. Milano: 2008, p. 37.
2 Office Chérifien des Phosphats.
3 Ivi, p. 37.

4 Ivi, p. 97.
5 Ivi, p. 38.
6 Ivi, p. 99.

Cos'è #VociDiCittadella

È un palinsesto di contenuti digitali: interviste, corsi, conferenze, performance artistiche, concerti, idee musicali, letture, notizie.

Post recenti

Seguici su Facebook

Unisciti ora alla 
#COMMUNITY!

HAI 2 MINUTI PER NOI?

LA TUA OPINIONE É IMPORTANTE!

In un’ottica di continuo miglioramento della nostra proposta ti chiediamo di partecipare ad un breve #sondaggio digitale.
La tua opinione sarà fondamentale ed utile al fine di rendere la nostra proposta sempre più adeguata ed in linea con le tue aspettative! Ti ringraziamo 🙂